Home » Cosa succede quando facciamo una devitalizzazione
29/04/2026
Cosa succede quando facciamo una devitalizzazione
Tempo di lettura: ~12 minuti
Riassunto in poche righe
Questo articolo è pensato per te che stai per fare una devitalizzazione (cura canalare) allo Studio Micros. Serve a spiegarti, in modo semplice e tranquillo:
perché a volte è necessario devitalizzare un dente;
cosa succede prima, durante e dopo l’intervento;
che cosa sentirai con l’anestesia (cosa è normale e cosa no);
quali sono i fastidi prevedibili e quali invece sono segnali d’allarme;
quali rischi e complicanze esistono davvero;
cosa puoi fare tu per aiutare la guarigione.
L’obiettivo è uno solo: sapere cosa ti aspetta, così arrivi preparato e più sereno.
La devitalizzazione, tecnicamente chiamata terapia canalare o trattamento endodontico, è una cura che serve a:
rimuovere il tessuto infiammato o infetto all’interno del dente (la “polpa dentale”);
disinfettare l’interno delle radici;
sigillare i canali per evitare che i batteri tornino a colonizzarli.
Immagina il dente come una piccola “scatola” dura (smalto + dentina) con al centro una cavità che contiene:
nervi,
vasi sanguigni,
altre cellule.
Quando questa polpa si infiamma in modo irreversibile (pulpite) o si infetta (necrosi, ascesso), non basta più una semplice otturazione. La devitalizzazione serve a salvare il dente, togliendo la parte ammalata interna ma mantenendo il “guscio” esterno.
L’obiettivo non è “uccidere il dente”, ma curarlo dall’interno per permettergli di continuare a funzionare in bocca, spesso per molti anni.
2. Perché si arriva alla devitalizzazione
Le cause più comuni che portano alla devitalizzazione sono:
carie profonde: la carie si avvicina o arriva alla polpa, provocando dolore forte, pulsante, sensibilità al caldo;
otturazioni molto ampie e vecchie che hanno indebolito il dente e irritato la polpa;
traumi (colpi, cadute) che danneggiano l’interno del dente anche se all’esterno sembra quasi tutto normale;
usura importante, bruxismo, microfratture che col tempo irritano o espongono la polpa;
situazioni in cui il dente è già stato trattato e l’infezione è tornata: in questo caso si parla di ritrattamento endodontico.
Sintomi tipici che possono portarti dal dentista:
dolore spontaneo, spesso più forte di sera o sdraiati;
dolore al caldo che dura molto;
dolore alla masticazione;
gonfiore della gengiva o della faccia;
presenza di una “pallina” sulla gengiva (fistolina) da cui esce pus ogni tanto.
A volte, però, un dente può essere completamente asintomatico e mostrare comunque un’infezione in radiografia: in quel caso ti proponiamo la devitalizzazione per evitare problemi più seri in futuro.
cosa succede quando facciamo una devitalizzazione
3. Prima della devitalizzazione: visita, radiografie e diagnosi
Prima di programmare una devitalizzazione facciamo:
raccolta della tua storia clinica (allergie, patologie, farmaci, eventuali terapie particolari);
visita clinica: test di sensibilità al freddo/caldo, percussione (piccoli colpetti sul dente), controllo dei tessuti gengivali;
radiografia endorale (piccola lastra) e, nei casi più complessi, esami più avanzati (es. CBCT 3D).
tac 3D
Questo serve per:
capire quanti canali ha il dente (molari e premolari possono averne più di uno);
vedere la lunghezza approssimativa delle radici;
valutare se c’è già una lesione all’apice (granuloma, cisti, ascesso);
decidere se è un caso affrontabile in una seduta sola o se è meglio programmare più appuntamenti.
In questa fase ti spieghiamo:
perché consigliamo la devitalizzazione;
quali alternative (se ce ne sono) esistono;
cosa succederà in poltrona e cosa aspettarti dopo.
4. L’anestesia: cosa sentirai (e cosa no)
La devitalizzazione, nello studio moderno, si esegue quasi sempre in anestesia locale.
Cosa facciamo
Applichiamo un gel anestetico sulla mucosa per ridurre il fastidio della puntura.
Con un ago sottile, iniettiamo l’anestetico vicino al dente da trattare. È normale avvertire un piccolo pizzico e una breve sensazione di pressione.
In pochi minuti il dente e la zona vicina diventano insensibili al dolore.
È normale sentire:
una sensazione di gonfiore locale;
formicolio alla guancia, labbro o lingua, a seconda della zona.
Quando l’anestesia è attiva:
non devi sentire dolore acuto mentre lavoriamo dentro al dente;
potresti avvertire pressione, vibrazioni, rumori degli strumenti (è normale);
se senti qualcosa di doloroso, lo dici subito: possiamo aggiungere anestetico e aspettare che faccia effetto.
L’effetto dell’anestesia dura in media 2–4 ore. In questo tempo è facile:
mordersi labbro, guancia o lingua senza accorgersene;
avere la sensazione di bocca “storta”: passa da sola quando l’effetto svanisce.
5. Cosa succede durante la devitalizzazione, passo per passo
Vediamo in modo semplice come si svolge la devitalizzazione in una seduta tipo allo Studio Micros.
La dott.ssa Jasmine Viti è la nostra esperta in devitalizzazioni
5.1 Isolamento del dente (la diga di gomma)
Prima di iniziare:
isoliamo il dente con un foglio di gomma chiamato diga di gomma;
serve per impedire che saliva e batteri entrino nel dente mentre lo curiamo;
ti protegge anche da irriganti e piccoli strumenti.
Potrai respirare normalmente dal naso e, se necessario, comunicare con noi. La sensazione è un po’ particolare le prime volte, ma ci si abitua presto.
5.2 Apertura del dente e rimozione del nervo
Una volta isolato il dente:
rimuoviamo eventuali vecchie otturazioni o carie;
apriamo una cavità sulla corona del dente per accedere alla camera pulpare;
individuiamo gli ingressi dei canali radicolari (ciascuna radice ha uno o più canali).
Per questa fase utilizziamo sistemi di ingrandimento (lenti o microscopio), in modo da individuare anche i canali più sottili o nascosti.
Con sottili strumenti (lime manuali e rotanti) rimuoviamo il tessuto pulpare infiammato o necrotico all’interno dei canali.
il microscopio dal dentista
5.3 Detersione e disinfezione dei canali
La parte più importante della devitalizzazione, oltre alla rimozione della polpa, è la detersione e disinfezione dei canali.
Cosa facciamo:
allargamento controllato dei canali con strumenti endodontici progressivi;
lavaggi ripetuti con soluzioni disinfettanti specifiche;
rimozione dei residui di tessuto e batteri.
Lo scopo è:
ridurre il numero di batteri il più possibile;
modellare i canali in modo da poterli poi sigillare bene.
In alcuni casi molto complessi o infetti: potrebbe essere necessario lasciare un farmaco all’interno del dente e rimandare il sigillo definitivo alla seduta successiva.
5.4 Sigillo dei canali
Quando i canali sono puliti e disinfettati, li asciughiamo e procediamo al riempimento (otturazione canalare).
utilizziamo materiali specifici (come la guttaperca associata a cementi endodontici) che vengono inseriti e compressi all’interno dei canali;
l’obiettivo è sigillare tridimensionalmente il sistema canalare, per evitare fessure in cui i batteri possano rientrare.
Spesso eseguiamo una radiografia di controllo a fine seduta per verificare:
fino a dove arrivano i riempimenti;
se coprono bene tutta la lunghezza del canale.
5.5 Ricostruzione provvisoria o definitiva
Una volta sigillati i canali:
chiudiamo il dente con un’otturazione provvisoria o definitiva, a seconda del caso.
Per molti denti devitalizzati (soprattutto i posteriori, molari e premolari):
il dente risulta indebolito;
spesso è consigliabile, dopo il tempo di controllo, proteggerlo con una corona (capsula) o un intarsio, per ridurre il rischio di frattura.
Durante il colloquio pre- o post-operatorio ti spieghiamo:
6. Dopo la devitalizzazione: cosa aspettarsi nelle ore e nei giorni successivi
Quando l’anestesia svanisce, è normale sentire:
un dolore o fastidio moderato sul dente trattato, soprattutto alla masticazione;
una sensazione di “indolenzimento” della zona, simile a un livido;
in alcuni casi, una leggera sensibilità alla pressione anche sui denti vicini.
Di solito:
il fastidio è maggiore nelle prime 24–48 ore;
poi tende a ridursi progressivamente nell’arco di pochi giorni.
È normale che:
il dente dia fastidio se ci mastichi sopra, soprattutto cibi duri;
tu preferisca masticare dall’altra parte per qualche giorno.
Nei casi in cui l’infezione di partenza era importante:
il dente può essere più “arrabbiato” e impiegare qualche giorno in più per calmarsi;
in alcuni casi può essere stato prescritto anche un antibiotico.
Se il dolore è ben controllato dai farmaci prescritti e tende a diminuire nel giro di pochi giorni, siamo nella normalità.
7. Rischi e possibili complicanze
La devitalizzazione è una procedura molto praticata e, in mani esperte, è sicura e con ottime percentuali di successo. Detto questo, è onesto parlarti anche dei rischi possibili.
7.1 Dolore più intenso del previsto
Può succedere che:
il dente faccia più male del previsto nei giorni successivi;
il dolore non migliori ma anzi peggiori;
sia necessario integrare o modulare la terapia antidolorifica.
In alcuni casi di infiammazione molto forte o infezione acuta:
anche con una buona anestesia e un buon trattamento, i tessuti intorno alla radice possono restare irritati per qualche giorno in più;
è importante che il dolore tenda comunque a migliorare: se invece persiste o aumenta, è bene fare un controllo.
7.2 Gonfiore e infezione
Raramente, dopo la devitalizzazione, può comparire:
gonfiore nella zona (gengiva, guancia);
febbre, malessere;
dolore pulsante.
Può trattarsi di un’infezione che:
era presente e si “riattiva”;
oppure era latente e si manifesta dopo il trattamento.
In questi casi:
è fondamentale che ci contatti;
se necessario si associa o si modifica la terapia antibiotica;
talvolta si rende necessario aprire nuovamente il dente per drenare meglio.
7.3 Dente che si frattura
Un dente devitalizzato:
è spesso più fragile di un dente vitale, soprattutto se era già molto ricostruito;
sottoposto a forze eccessive (cibi duri, traumi, serramento, bruxismo) può fratturarsi.
Per questo, in molti casi:
raccomandiamo di proteggerlo con una corona o un intarsio dopo la devitalizzazione;
questo riduce il rischio di fratture profonde che potrebbero rendere necessario estrarre il dente.
7.4 Necessità di ritrattamento o chirurgia
La devitalizzazione punta a:
eliminare l’infezione;
permettere la guarigione dell’osso attorno alla radice.
Tuttavia, in una percentuale limitata di casi:
l’infezione può persistere o tornare;
può comparire un granuloma o una lesione all’apice della radice.
In questi casi si valuta:
un ritrattamento endodontico (riaprire il dente, rimuovere il vecchio materiale e rifare la cura canalare);
oppure, nei casi più resistenti, una chirurgia apicale o, come ultima possibilità, l’estrazione.
L’idea però è proprio il contrario: devitalizzare per evitare l’estrazione e mantenere il dente il più a lungo possibile.
8. Cosa puoi fare tu per aiutare il dente a guarire
La qualità del nostro lavoro è importante, ma conta anche quello che fai tu a casa.
8.1 Subito dopo la seduta
Dopo la devitalizzazione:
aspetta che passi l’anestesia prima di masticare cibi duri (per non morderti guancia o lingua senza accorgertene);
nelle prime ore è meglio evitare cibi molto caldi;
se ti abbiamo dato un piano di antidolorifici, seguilo senza aspettare che il dolore diventi insopportabile.
Se la devitalizzazione era su un dente molto indebolito:
ti chiederemo di non masticarci sopra cibi duri finché non avremo completato la ricostruzione definitiva (intarsio/corona).
8.2 Nei giorni successivi
Nei giorni dopo la cura:
mantieni una buona igiene orale (spazzolino, filo/scovolino), ma se la gengiva è un po’ indolenzita puoi essere più delicato sulla zona;
evita per qualche giorno cibi particolarmente duri o appiccicosi dalla parte del dente trattato;
segui le eventuali indicazioni su antibiotici e antinfiammatori.
Se senti che:
il dolore non migliora affatto;
il dente inizia a “pulsare” sempre di più;
compaiono gonfiore o febbre;
contattaci, in modo da rivalutare la situazione.
9. Domande frequenti (FAQ) sulla devitalizzazione
1. La devitalizzazione fa male?
Con una buona anestesia, no: durante la procedura non dovresti sentire dolore, ma solo pressione, vibrazioni, rumori.
Se durante il trattamento senti comunque male, lo dici subito: si può aggiungere anestetico e aspettare che faccia effetto.
2. Perché devo devitalizzare, non basta un’otturazione?
Se la carie o il danno arrivano vicino o dentro la polpa:
una semplice otturazione non risolve l’infiammazione interna;
il dolore tornerebbe, spesso in forma più acuta;
rischieresti infezioni, ascessi, problemi più seri.
La devitalizzazione serve a curare anche la parte interna del dente, non solo la superficie.
3. Il dente devitalizzato è “morto”?
Il dente devitalizzato:
non ha più nervi e vasi al suo interno, quindi non sente più caldo e freddo come prima;
ma resta comunque un elemento della bocca che lavora nella masticazione.
Non è un “pezzo di plastica”: viene ancora nutrito dai tessuti che lo circondano (osso, legamento), e se ben curato e protetto può durare molti anni.
4. Dopo la devitalizzazione il dente diventerà più scuro?
se in passato sono stati usati materiali che macchiano.
Oggi si usano tecniche e materiali studiati per ridurre questo rischio. Quando necessario, è possibile intervenire con:
sbiancamento interno;
faccette;
corone estetiche.
5. Devo per forza mettere una corona dopo la devitalizzazione?
Non sempre, ma molto spesso è la soluzione più prudente sui denti posteriori:
i molari devitalizzati, soprattutto se già molto ricostruiti, sono fragili e sottoposti a forti forze masticatorie;
una frattura profonda potrebbe rendere necessario estrarre il dente.
Per questo spesso consigliamo di proteggerlo con una corona o un intarsio dopo la fase endodontica.
6. Quanto dura una devitalizzazione?
Dipende da:
quale dente è (un incisivo ha 1 canale, un molare ne può avere 3–4 o più);
se è un primo trattamento o un ritrattamento;
se la situazione è molto infetta o relativamente “pulita”.
In media:
un trattamento semplice può durare da 45 a 90 minuti;
i casi complessi possono richiedere più tempo o più sedute.
7. Una devitalizzazione può fallire?
Sì, come ogni cura medica. Però, se fatta con criterio e controlli adeguati, la devitalizzazione ha ottime probabilità di successo.
I motivi di insuccesso possono essere:
canali accessori molto sottili e non individuabili;
anatomie particolarmente complesse;
batteri molto resistenti;
infiltrazioni future se la corona del dente non è ben sigillata.
Per ridurre questi rischi:
utilizziamo strumenti di ingrandimento, radiografie di controllo, materiali e protocolli aggiornati;
insistiamo molto anche sulla ricostruzione protesica adeguata dopo la devitalizzazione.
8. Posso rimandare la devitalizzazione?
Tecnicamente sì, ma non è una buona idea se:
c’è già dolore importante;
c’è un’infezione in corso;
c’è una lesione visibile all’apice.
Rimandare significa spesso:
più dolore;
rischio di ascessi;
possibilità che poi si debba arrivare all’estrazione.
Quando ti proponiamo la devitalizzazione è perché riteniamo che sia il momento giusto per salvare il dente, non un “optional” rimandabile all’infinito.
L'autore di questo articolo è il Direttore sanitario della Micros, dott. Riccardo Marsalli albo odontoiatri Lucca n.509
Dott. Riccardo Marsalli
Se hai trovato utile questo articolo e cerchi assistenza in questo specifico caso, contatta il nostro studio Micros, dentista a Lucca: telefono (0583 510189) o messaggio email.
Ai sensi dell'art. 10 - comma 4 - della legge 24/2017 si rende noto che la copertura assicurativa è così costituita: Compagnia: Italiana Assicurazione Numero polizza: 2024.07.6323564 Tipo copertura: polizza di responsabilità civile
Micros fa parte della Rete Dentista Manager, un gruppo di 150 studi dentistici italiani che si sono riuniti per creare la migliore esperienza di cura possibile per i nostri pazienti.