Non sono il dentista giusto per te.

non sono il dentista giusto per te

A meno che…

Venghino, siori venghino. Offerta irrinunciabile. Pulizia dei denti a 9,90, impianto dentale a 399 euri, dentiera regalata solo se porti tua cugina, tua zia e i tuoi nipoti tipo pranzo di matrimonio.

Si tenta di tutto per accalappiarsi i poveri pazienti, una macchina inarrestabile che puzza di capitalismo becero.

Noam Chomsky abbi pietà di loro.

 

L’odontoiatria è in crisi.

Dal 2008. Che è l’anno in cui mi sono laureato, pensa te la sfiga…

 

Una professione che nell’immaginario collettivo è il massimo: macchinoni, ville, talmente tanti soldi da non sapere che farne. Anche perchè la maggior parte degli incassi è in nero, mica vorrai fare una fattura…

Non è più così.

Se sei un giovane studente e vuoi fare il dentista per questa visione beh, amico caro, lascia proprio perdere.

Oggi è una guerra. Di trincea, per giunta.

 

Parlando con un collega anziano, un vecchio lupo di mare che ha visto TUTTO, secondo lui gli studi dentistici  si possono riassumere in  cinque tipi. E’ una visione per stereotipi, però molto carina che mi ha fatto ridere e riflettere…

  1. Dinastie aristocratiche. Il nonno medico di famiglia, il babbo dentista, il figlio sfortunato poverino che non riesce a passare il test di ingresso nell’Università italiana e allora si manda a prendere la laurea in Romania. Un ancien regime in lenta caduta.
  2. Studio monoprofessionale anni 80. Un must, il modello più presente. C’è il povero  dentista che si ammazza di lavoro da una vita, sempre incazzato con lo stato, le assistenti, il laboratorio, i pazienti che non sono più così pazienti. Un calvario.
  3. L’abusivo evoluto. Una volta l’odontotecnico aveva il prestanome (quanti medici hanno reso possibile questa vergogna?), oggi non gli serve più. L’abusivo senza laurea si è messo la cravatta, ha fatto una SRL perfettamente legale, prende neolaureati sfigati pagati un tozzo di pane e si va a comandare. Irriducibile.
  4. La clinica di capitale. Sei un fondo speculativo. Cerchi un mercato che dia buoni margini, va bene anche un 7/10 %. Ti ritrovi un mercato vergine come quello odontoiatrico, dove i concorrenti sono per la maggior parte sessantenni che non hanno la più pallida idea di che cosa siano un competitor e il libero mercato, con una domanda che è sempre maggiore dell’offerta. Che fai, non ti ci butti subito? Fenomeno nato in Spagna, grande organizzazione aziendale, enormi problemi nei continui fallimenti e nel cambio degli operatori. Medici e assistenti che resistono per poco tempo,  come fai a vivere così?
  5. Il giovane affamato. Anche l’operaio vuole il figlio dottore. Non hai soldi di famiglia, sei testardo come un mulo, non riesci a lavorare sottoposto perchè sei anarchico e arrabbiato, vuoi fare solo e soltanto di testa tua. Ti indebiti fino ai capelli, in confronto a te la Grecia va alla grande. Lavori come un matto e non vai in vacanza per anni, crei una struttura organizzata con una squadra giovane e arrabbiata come te. Vuoi fare la differenza, vuoi essere differente. Don Chisciotte ti appare in sogno e ti dice bravo fratello, continua così. Eroico e un po’ deficiente.

 

non sono il dentista giusto per te
non sono il dentista giusto per te…a meno che…

Tutti questi sono in debito d’ossigeno. Tutti hanno bisogno di pazienti/clienti, sennò non reggono.

Spese allucinanti, se non sei aggiornato tecnologicamente sei tagliato fuori, una rincorsa perenne verso non si sa che cosa.

E la salute del paziente? L’equilibrio psicofisico del dentista? La salute mentale delle assistenti?

 

Io non sono il dentista giusto per te.

 

Siccome rientro nella categoria 5, sono così scemo da non chiederti: vieni da noi a fare una prima visita.

Non voglio una agenda intasata con mille persone, ho scelto per la salute mia e del mio staff la via di “slow food”.

Siamo uno studio piccolo, che fa artigianato di nicchia. Con pochi ma (spero) felici pazienti.

Non scrivo tonnellate di articoli per attirare persone. Potrai non crederci, ma non mi interessa. Scrivo perchè mi piace, perchè fare informazione sanitaria è utile e importante per la salute pubblica e poi…perchè mi piace 😀

L’ho già detto?!

 

Quindi non ho il problema di riempire l’agenda.

 

Non faccio il presuntuoso, è che semplicemente ho uno studio piccino, con due sole poltrone. Quindi arriviamo rapidamente a riempirle, non ho l’assillo di avere centinaia di persone per sostenere una mega clinica sennò affogo per i costi fissi.

Ho uno studio snello, veloce, piccolo. Adatto alla guerriglia, non ai bombardamenti.

 

Odio  dare appuntamenti a 3 mesi, o peggio ancora darti un appuntamento e poi spostartelo in maniera sistematica perchè siamo nei casini. Io ho rispetto del mio tempo e dei miei collaboratori, figuriamoci se non ho la medesima attenzione per i pazienti che mi danno il pane quotidiano.

Quindi non cerco di convincerti a venire, non mi vedrai mai fare offerte imperdibili, non ti attiro con la chimera di visite gratuite o prestazioni scontate.

Non voglio andare in overbooking perchè snaturerei la mia visione di odontoiatria.

Sia chiaro, non sono una onlus, sono qui per lavorare e se arrivano nuovi clienti sono felice: ma non cedendo a compromessi.

Non a costo di fare terapie che non sento profondamente e intimamente mie, non a costo di essere sottoposto a padroni che decidono per me, non a patto di avere l’assillo di centinaia di preventivi da chiudere sennò un qualche burocrate centrale decide che non rispetti i KPI aziendali e devi essere rottamato.

Consuma, consuma, consuma. Produci, produci, produci.

No grazie, io scendo da questo carrozzone ancor prima di salirci.

 

 

Assodato quindi che sono contento se prendi un appuntamento ma non sto qui a tentare di convincerti, voglio descriverti PERCHE’ NON DEVI VENIRE.

 

Capiamoci: il fatto è che ho la convinzione di non andar bene per tutti.

Al contrario, come dico spesso, vado bene per poche persone. Ho una filosofia di lavoro differente, difficile da capire, con uno studio dove la digitalizzazione è esasperata e portata al massimo. Piaccio a pochi ma quei pochi sono la mia gioia.

E va bene così.

 

 

Non sono il dentista giusto per te se cerchi uno studio storico, dinastico.

Io non ho ereditato nulla se non la voglia di lavorare, non ho un pedigree da competizione.

Sono così scemo che mi sono laureato a Pisa prendendo borse di studio per non gravare sulla famiglia, così deficiente da lavorare come assistente alla poltrona mentre studiavo per  non gravare su i miei, così pazzo da investire TUTTI i miei guadagni in corsi di formazione e attrezzature per lo studio.

A me, non ho lasciato nulla. 

Non collaboro con nessuno, lavoro soltanto nel mio studio, odio andare ai congressi che spesso sono una totale perdita di tempo, leggo come un disperato e ho una biblioteca che è il mio vanto. Studio, sempre e comunque, mi piacciono i punti di vista differenti, originali, la ricerca dei perchè e la curiosità del fare sempre domande.

Imparo da tutti, meglio se a distanza.

 

Non sono il dentista giusto per te se vuoi un medico grande, che ti dia “sicurezza”.

Io ho 37 anni, i miei collaboratori sono ancora più giovani o poco più grandi. Se sei rassicurato dai capelli bianchi ok, quelli li ho, ma non credo sia dirimente.

Siamo uno studio giovane, non ci posso fare nulla. Tra 30 anni magari sarò la figura che ti interessa, ma tra 30 anni spero bene di essere in pensione nel mio oliveto, altro che denti.

 

Non sono il dentista giusto per te se vuoi il “rabbercio” o “l’intanto proviamo”.

Facciamo solo piani globali di riabilitazione. Proviamo a risolvere in maniera olistica i  problemi del paziente. Se mi limito a tappare il buco facendo un’otturazione e magari non ti insegno come lavarti i denti, che cibi evitare, che stile di vita tenere per non avere costantemente casini in bocca, che medico divento? Io voglio lavorare prima sulle cause, solo dopo sulle conseguenze.

 

Non sono il dentista giusto per te se vuoi risparmiare.

L’ho già detto, non faccio offerte. O sconti. Perchè non vendo pentole, faccio una prestazione chirurgica che ti vuole curare.

Io non ho un tariffario standard, non so fare preventivi on line. Credo onestamente di avere prezzi più alti della media ma non ci speculo sopra.

Faccio un semplice calcolo: ti offro alcune cose, ti propongo un’esperienza di cura e a mio giudizio presento un preventivo congruo.

Il vantaggio enorme di questo approccio è che ho la libertà di scegliere solo un certo tipo di materiali, di avvalermi del lavoro solo di un laboratorio molto qualificato, di farmi aiutare da collaboratori esperti che hanno fatto un percorso formativo di eccellenza, di usare dispositivi all’avanguardia tremendamente costosi.

Tutto per rendere la tua cura più comoda, più giusta, più condivisa possibile.

Inevitablmente questo ha dei costi.

Io sarei felicissimo se anche l’odontoiatria, come le altre specialità mediche, fosse esclusivamente pubblica. Se potessi gestire il mio studio e la parcella fosse saldata dallo Stato sarebbe fantastico. Potremmo concentrarci, io medico te paziente, solo sulla cura e nient’altro. Però non è così e non possiamo farci nulla.

Quello che ti garantisco è che i nostri preventivi sono molto trasparenti, tutto viene scritto e descritto nei minimi dettagli. E non avrai MAI sorprese. Se ad esempio, in corso d’opera, ci fossero altri lavori da fare nessun problema, li pago io.

Non troverai MAI un preventivo gonfiato a sorpresa. Mai.

Da parte tua, puoi scegliere liberamente di servirti da un alimentari boutique oppure da esselunga. Noi siamo la prima opzione.

 

Non sono il dentista giusto per te se sei abituato a un dentista tuttologo.

Io non sono bravo a fare tutto. In realtà, mi riescono bene due/tre cose.

E quelle faccio.

Però se un paziente ha bisogno, chessò, di mettere un apparecchio mica lo spediamo via.  Ho vari medici che mi assistono con le loro specialità.

Questo non è uno scaricare le responsabilità, al contrario, è riconoscere i propri talenti, focalizzarli, metterli in leva e fare spazio ad ultraspecialisti.

Sempre allo scopo di offrire una cura migliore possibile.

Poi intendiamoci, siamo umani, si sbaglia. Ma io voglio che gli errori siano ridotti al minimo, che il successo della cura sia figlia di protocolli precisi e rispettati al millimetro, e la via giusta per raggiungere certi risultati di eccellenza è creare una squadra degna di tal nome.

Quando  affido un mio paziente a un altro medico, lo faccio solo perchè credo che sia la cosa migliore per il paziente. Che quel dottore, quel mio collaboratore, quel mio fratello/sorella in armi sia la persona giusta per vincere la sfida della cura.

Se ti fidi di me, ti fidi anche dei miei dottori.

 

Non sono il dentista giusto per te se vuoi tutto e subito.

Ci sono dei tempi tecnici, biologici. Io non forzo la natura, seguo strettamente i protocolli della scienza medica più accreditata. 

Miracoli non ne faccio, anche perché l’unico che li faceva l’hanno ammazzato in croce e non ho il fisico per fare la stessa fine.

Ci impegniamo a non farti perdere tempo, a non farti fare mille inutili viaggi facendo medicazioni o inutili terapie attendiste. Programmiamo il lavoro, ti diamo un timing ben preciso, e se ti piace l’idea di terapia con i relativi tempi siamo a posto. Ti diciamo tutto subito e prima di iniziare, in modo tale che siano ben chiaro le tempistiche che dovremo affrontare insieme.

Sicuramente non tenterò  di fare il canto delle sirene (anche qui mi manca il fisico) per ammaliarti con promesse che sono irrealizzabili. 

 

Non sono il dentista giusto per te se non apprezzi la calma.

Non sono un tipo frenetico. Preferisco gli alti monti al mare assolato, scelgo il silenzio a una festa chiassosa, non lavoro con la radio accesa perchè mi disturba, la mia sala operatoria è un santuario. Non mi piace la scortesia, i toni alti, l’arrabbiatura costante e immotivata, non lavoro se non si crea un rapporto di fiducia reciproca. Parlo tanto ai miei pazienti, spiego loro ogni cosa, e ascolto ancora di più. Dedico tempo, energie, fatiche e speranze per costruire un dialogo a due costruttivo. Sono decisionista, ma condivido ogni scelta. Preferisco la calma, il libro davanti al caminetto, la serata netflix sonnecchiante, il silenzio non mi pesa. Le mie assistenti sanno che devono parlarmi il meno possibile, non per scortesia ma perchè sono concentrato. Mi isolo e resto focalizzato, quando opero il mio paziente merita la mia massima attenzione. Si affida alle mie mani, il minimo che possa fare è garantirgli la  massima concentrazione.

Quindi da me troverai molto silenzio, tento di eliminare ogni rumore di fondo, per come la vedo io la cura e la chirurgia sono un momento che profuma di sacralità, e in chiesa mica ti metti a urlare. Si rimane raccolti, in ascolto, la terapia richiede l’eremitaggio.

 

 

Ora penserai: questo è pazzo!

 

Non voglio demotivarti a venire, sono molto felice quando qualcuno mi concede la sua fiducia e si affida alle mie cure. Però ho i miei paletti, i miei standard. E non accetto compromessi, non ho più l’età.

Sicuramente sono trasparente, e ti racconto sul blog (e ancora di più dal vivo) come lavoro e qual è la mia idea di odontoiatria. Se ti piace, se ti intriga, a tua completa disposizione. Sennò non sono il dentista giusto per te .

 🙂

 

 

 

 

 

 

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